Etere

Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ)Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ)Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ)Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ)Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ)Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ)Carlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ) Photographed by Francesco ColantoniCarlo Nannicola - Etere Installazione - 2014 Cena d'artista 2014 Palazzetto Dei Nobili - 30 giugno 2014 L'Aquila (AQ) Photographed by Francesco Colantoni

Etere

Carlo Nannicola
Installazione
Dimensioni: 35 cm X 35 cm X 35 cm + 24 cm X 33 cm
Materiali: Legno e grafite su carta
Anno: 2014

Cena d’artista 2014
Palazzetto Dei Nobili – 30 giugno 2014
L’Aquila (AQ)

(Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.)

L’etere (in greco antico αἰθήρ, confluito in latino come aether), sinonimo di quintessenza (dal latino medievale quinta essentia, a sua volta variazione del greco pémpton stoichêion, quinto elemento), era un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già noti: il fuoco, l’acqua, la terra, l’aria. Secondo gli alchimisti, l’etere sarebbe il composto principale della pietra filosofale.

La storia dell’etere inizia con Aristotele, secondo il quale esso costituiva l’essenza del mondo celeste, diversa dalle quattro essenze (o elementi) di cui si riteneva composto il mondo terrestre: terra, aria, fuoco e acqua. Aristotele credeva che l’etere fosse eterno, immutabile, senza peso e trasparente. Proprio per l’eternità e l’immutabilità dell’etere, il cosmo era un luogo immutabile, in contrapposizione alla Terra, luogo di cambiamento.

Lo stesso concetto venne espresso alcuni secoli più tardi da Luca Pacioli, neoplatonico del XVI secolo, che coinvolge anche le strutture matematiche e geometriche: secondo il Pacioli, infatti, il cielo, il quinto elemento, aveva la forma di un dodecaedro, struttura perfetta secondo lo studioso.



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